FONDAZIONE PRADA, da visitare

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l’Arte su molti livelli

…….La sede della Fondazione si è così completata con questa costruzione davvero originale. Progettata da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA, è alta 60 metri, e ha trasformato una vecchia distilleria degli anni dieci del novecento in un nuovo contenitore d’arte, e non solo. I nove piani sono volutamente  diversi per geometrie e altezze dei soffitti, che vanno dai circa tre metri del primo, fino agli otto metri dell’ultimo. Sei piani riuniscono opere della collezione Prada e propongono installazioni di grandi dimensioni e dipinti. Tra gli autori esposti, Damien Hirst, Carla Accardi, Jeff Koons, Walter De Maria, Pino Pascali, solo per citarne alcuni. Le immense vetrate pongono le opere in dialogo con la luce oltre che con i volumi e i panorami della città. L’effetto è davvero scenografico. L’ascensore panoramico per raggiungere i piani, completa l’effetto stupefacente. Un piano è dedicato al ristorante che apre alle 18 e si presenta con gli arredi originali del “Four Season Restaurant” di New York, progettato da Philip Johnson nel 1958, e nei cui spazi sono visibili molte opere tra quadri e installazioni di Lucio Fontana, Carsten Holler, Francesco Vezzoli, John Baldessari e molti altri. la terrazza all’ultimo piano,  proporrà anche un bar. La sua balaustra a specchio da la sensazione di completa apertura verso l’esterno, eliminando visivamente l’effetto barriera tra lo spazio e la vista mozzafiato a 360 gradi sulla città. La visita è d’obbligo.

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Philadelphia Museum of Art a Palazzo Reale

Philadelphia Museum of Art “Impressionismo e Avanguardie”

Dall’8 marzo al 2 settembre 2018, Musei del mondo a Palazzo Reale, inaugurato nel 2015, prosegue il suo  cammino. Cinquanta capolavori provenienti da uno dei più storici musei americani, il Philadelphia Museum of Art, la mostra è curata da Jennifer Thompson e Matthew Affron, conservatori del museo. Philadelphia è stata la capitale del collezionismo d’arte nell’Ottocento, e magnati dell’industria e del commercio hanno contribuito alla sua fama di capitale culturale del paese. Da Picasso a Mirò, da Chagall a Renoir e Van Gogh, da Kandisky a Dalì o Mirò, da Gauguin a Matisse, da Pissarro a Cézanne, tanti gli artisti che possiamo ammirare, frutto del collezionismo lungimirante di fine Ottocento a Philadelphia. In Italia, gli impressionisti fecero il loro ingresso nelle raccolte soltanto dal 1958. Fu la pittrice americana Mary Stevenson Cassat, impressionista anche lei, presente in mostra insieme ad altri artisti americani, a far conoscere il valore dell’impressionismo a galleristi e collezionisti americani. Convinse inoltre il fratello Alexander, ricco uomo d’affari, ad acquistare molte opere. Spinse anche Durand-Ruel, il più importante mercante d’arte impressionista dell’epoca, ad allestire a New York una mostra con duecento opere impressioniste, e fu un successo che non si è più arrestato. Tra i quadri esposti a Palazzo Reale vi sono, la già citata Mary Cassat e il fratello Alexander Cassat, Frank Graham Thomson, Albert Gallatin e Louis e Walter Arensberg, ed altri ancora. Il  Gallatine, creò la prima collezione pubblica di arte moderna d’America, due anni prima del  MOMA di New York. Conoscere le biografie di questi artisti, permetterà di comprendere meglio la storia di un museo veramente speciale, come il Philadelphia Museum o Art.

 

 

Andiamo in gita a Brescia con Tiziano e…..

A Brescia Tiziano e molto altro

In primavera adoro le gite, se non volete andare troppo distante, ecco fatto.Da vedere: Museo di Santa Giulia, la pinacoteca Tosi Martinengo e il Museo Diocesano, oltre a una visita alla città. Tiziano e la pittura del cinquecento tra Venezia e Brescia, è il titolo della mostra, aperta dal 21 marzo al 1 luglio 2018, allestita al Museo di Santa Giulia (Sito UNESCO dal 2011).Tiziano ha realizzato una splendida pala d’altare, commissionata dal vescovo Altobello Averoldi verso il 1520, per la collegiata dei santi Nazaro e Celso, dove si trova ancora. Andate a vederla, è talmente bella, ha ispirato molti pittori locali, da Savoldo a Romanino a Moretto. Cinquanta capolavori provenienti da musei di tutto il mondo in mostra. Il curatore Francesco Frangi, ha fatto uno splendido lavoro. Opere di Tiziano, Vincenzo Foppa, Antonio Cifrondi, Giacomo Ceruti,  ma anche di molti artisti bresciani. La pittura bresciana del Rinascimento, tanto legata alla pittura veneziana coeva. Passiamo alla Pinacoteca Tosio Martinengo, riaperta dopo nove anni, si presenta vivacissima e super tecnologica. La pinacoteca ha avuto la collaborazione dell’artista Anish Kapoor per gli allestimenti. Il cortile verrà coperto da un soffitto trasparente, che diverrà un punto di incontro e permetterà di leggere o prendere un aperitivo in tutte le stagioni, senza costi d’ingresso. Opere di Hayez, Canova, Lotto, Raffaello, Thorvaldsen e molti altri, tutte donate dalle famiglie proprietarie dei due palazzi.  Si arriva fino alla pittura del XVIII secolo, con suggestioni fiamminghe. Ultimo ma non meno interessante, il Museo Diocesano, con opere bresciane dal Medioevo al Settecento. Affreschi, dipinti, stole ecclesiastiche, polittici e la ricostruzione del soffitto cinquecentesco di San Pietro del Dom, distrutta nel 600, c’è tanto da ammirare. La primavera Bresciana si arricchisce di eventi, concerti,conferenze, proposte cinematografiche, laboratori per bambini e molto altro. Meglio informarsi su internet prima di andare, ma andateci.

 

 

Milano al TOP a PALAZZO REALE

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Milano al Top a Palazzo Reale

“Durer e il Rinascimento” tra Italia e Germania.

Già in mostra dal 21 febbraio fino al 24 giugno, un vero maestro dell’arte.  Il Rinascimento è stato il secolo della scoperta dell’America e dell’invenzione dei caratteri mobili nella stampa. Durer ne diventa maestro, in mostra 12 dipinti e 3 acquarelli, sessanta tra disegni, incisioni, libri e manoscritti. Tra questi, La Melancolia, un’incisione considerata dal Vasari un’opera di eccezionale virtuosismo tecnico, tra le più belle esistenti. Artista e matematico, Durer studia e si cimenta nei calcoli e proporzioni della figura umana, in questo confrontandosi con le ricerche e gli studi di Leonardo, presente con alcune opere in mostra. Nuove anche le rappresentazioni realistiche e perfette della natura, insetti compresi, vi si cimentano Jacopo Bellini, Leonardo e ancora Durer. E’ questo il secolo che da i natali alla nuova ritrattistica, perché l’uomo diventa centro del mondo e del lavoro degli artisti in Germania e in Italia. Durer  si reca a Venezia a studiare gli artisti locali. In mostra, a confronto, molte importanti opere di suoi contemporanei tedeschi come Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Grien, Burgkmair, Shongauer, ma anche molti italiani conosciuti tra Milano e Venezia come Tiziano, Giorgione, Mantegna, Leonardo, Andrea Solario, Giovanni Bellini, Jacopo de’ Barbari, Lorenzo Lotto. Sono 130 in tutto le opere esposte, con la curatela del coltissimo Bernard Aikema, che ci conduce in cinque sezioni ben delineate che ci fanno comprendere molte cose del Rinascimento italiano e tedesco che, forse, conoscono più gli studiosi che il vasto pubblico. Una bella occasione per apprezzare l’Arte Europea,  già motivo di scambi e ispirazione tra artisti di tutte le nazioni.

Fatemi sapere cosa ne pensate….

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Milano sempre più vip Fondazione Carriero

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Se ancora non la conoscete, vi segnalo la Fondazione Carriero, in via Cino del Duca 4 a Milano, inaugurata nel 2015. Le ragioni sono diverse. La sede della Fondazione si trova in un magnifico palazzo in mattoni rossi del quindicesimo secolo, uno dei pochi rimasti in città, riadattato allo scopo da Gae Aulenti. Il secondo, perché la Fondazione ha deciso di aggiungere lustro a questa Milano, che si vuole ricollocare a pieno titolo tra le più importanti capitali dell’Arte e non solo. La terza ragione riguarda l’alto livello delle mostre e degli artisti proposti, oltre al valore indiscusso dei curatori, l’architetto Rem Koolhaas e  il curatore Francesco Stocchi. L’artista in mostra in questo momento fino all’ 8 aprile, è Sol LeWitt, uno dei padri dell’arte concettuale. I suoi principi hanno cambiato l’Arte, e restano tuttora validi. A chi desiderasse spiegazioni, oltre quelle scritte nel volumetto che vi consegneranno, un simpatico e preparatissimo giovanotto vi darà ragguagli dal vivo, avendo seguito i montaggi e conoscendo la filosofia dell’artista. A dieci anni dalla morte, supportati dalla fondazione dell’artista in America, senza la quale non si possono montare le opere, si è voluto riesaminare il rigoroso lavoro di Sol Le Witt. Se state passando per piazza San Babila e non siete di fretta, è fatta, siete a due passi dalla Fondazione Carriero. Ho trovato la visita davvero interessante.

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